Il Buco Nero

"Buco nero.


Effettivamente i buchi neri sono oggetti particolari con molte strane proprietà,..." (http://astrolink.mclink.it/ids/lib/buconero.htm).


Questo recita una delle tante pubblicazioni che si possono trovare in rete rigurdo a questo fenomeno astrofisico.


Trasposto nella "galassia" normativa, sta ad indicare una mancanza quasi totale di leggi per uno specifico argomento, fatto che permette la nascita di "molte strane proprietà".


Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ed il Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106, hanno ancor più definita la materia della sicurezza nell'ambito lavorativo con l'intento di diminuire l'entità della piaga degli incidenti sul lavoro,mentre il Decreto Legislativo 13 aprile 2011 con le  disposizioni in attuazione dell'articolo 3, comma 3-bis, del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, hanno sancito la correlazione tra la figura del Volontario e quella del Lavoratore.


Quindi tutti gli obblighi e le disposizioni previste dalle sopra citate emanazioni di legge si applicano anche nel mondo del volontariato.


Il "buco nero" riguarda proprio il settore del Salvamento Fluviale.


I diversi "stili di pensiero" e la mancanza di un criterio generale di selezione, contribuiscono ad ingenerare confusione in un campo che sta conoscendo uno sviluppo sempre più preponderante a causa della presa di coscienza del problema.


Potrà sembrare assurdo, ma se fino a poco tempo fa non si parlava insistentemente di salvamento fluviale, la causa va ricercata nella mancata conoscenza del problema.


Mi è capitato di imbattermi in pubblicazioni di riferimento per il settore della Protezione Civile, che trattano l'argomento in maniera superficiale e con vecchi stereotipi ("requisito fondamentale per un soccorritore fluviale è essere un provetto nuotatore", oppure "il miglior modo per intervenire è assicurarsi ad una fune in maniera fissa..." ) il che denota come si sia fatta una erronea e pericolosa similitudine tra il salvamento in mare, lago, piscina, e quello in fiume, dimenticando che pur essendo acqua, questa si muove, e le dinamiche create dal movimento rendono perlomeno azzardate talune manovre adottate in ambito statico.


Non bastasse, alcune "filosofie" probabilmente attratte dal recondito desiderio di sfidare la Natura, inconsapevolmente presuntuose, puntano sulla fisicità del soccorritore.


A mio avviso la convivenza con le forze naturali merita un approccio di tipo più razionale che istintivo, ecco perchè sono strenuo assertore che la forza di un soccorritore sta nella sua preparazione.


"Cogito ergo sum" diceva Cartesio giustificando la presenza fisica attraverso la attività di pensiero; e noi siamo assertori del "conoscere, informare, prevenire"

 

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Commenti: 1
  • #1

    Barbara Lombardo (giovedì, 25 luglio 2013 10:43)

    Temo che il "buco nero" riguardi un po' tutto il mondo del volontariato...si parla molto di sicurezza, ma spesso se ne parla a sproposito. Gente impreparata ed incosciente che agisce con quello che pensa essere buonsenso (e che in genere non è che ignoranza allo stato puro), o che agisce senza cognizione di causa, al grido di "anche se non ho idea di cosa sto facendo, lo faccio con il cuore, quindi sono da lodare"...
    Sarebbe ora di un cambiamento di mentalità nel volontariato, e di promuovere un atteggiamento che vada verso l'incoraggiamento della professionalità: sono sicura che da lì deriverà tutto il resto.